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mercoledì 21 agosto 2019
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Biografia | Opere VACCHI ( In permanenza )

Si forma a Bologna esordendo nell'ambito del realismo postcubista negli ultima anni '40. Nella prima metà degli anni '50 lavora a paesaggi in clima informale passando in seguito a una decisa figurazione popolata di immagini grottesche in disfacimento. Dal 1960 Vacchi risiede stabilmente a Roma. Lavora a un ciclo di opere d'atmosfera barocca, il 'Concilio' (1962-1964), raffigurazione ironica delle gerachie ecclesiastiche. Nei dipinti unisce al colore oro, porpora e argento. A questo ciclo è dedicato un volume con saggio di E.Crispolti (Torino 1964). Espone alla XXXII Biennale di Venezia provocando reazioni del mondo cattolico. Nella seconda metà degli anni '60 realizza nuovi cicli dipinti: 'Morte di Federico II di Hohenstaufen' (al ciclo è dedicato un volume a firma Barilli, Crispolti e Del Guercio, Milano 1966) e 'Galileo Galilei Semper' (testi di Celli, Costa, Luporini, Raimondi per il relativo volume, Milano 1967). Copiosi cicli di studi pittorici e disegnativi accompagnano l'opera maggiore. Caratteristiche della seconda metà del decennio sono figurazioni di mostri e icone metamorfiche, ritratti di persone-animali in un inedito rapporto tra quotidiano e favoloso, norma ed eccezione, presenza e lontananza. Esce una monografia a firma G.Di Genova su 'Vacchi informale' (Torino 1972), i saggi 'Il Pianeta di Sergio Vacchi', a firma R.Tassi (Bologna 1973) e 'Le piscine lustrali' a firma di A.Gatto (Bologna 1974). Attua una riflessione di clima metafisico componendo scene notturne con figure in riva al mare: si tratta di pitture murali di grandi dimensioni eseguite tra 1975 e 1978 ("Della Melanconia", "Perché il Pianeta", "Intorno al Buonarroti", "Della Perdita o del ritrovamento" nel 1975, "Della Cenere" nel 1977, "Il Concavo e il Convesso" nel 1978): le immagini umane vi sono trasfigurate e gli oggetti quotidiani assumono valenze emblematiche. Queste opere, i cicli dei dieci autoritratti e dei "Tetti di Roma" sono materia di esposizioni a Firenze nell'ottobre 1980 al Chiostro della Basilica del Carmine, e a Roma.



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